Questo è il primo di una piccola serie di articoli che ho deciso di dedicare alle nuove forme di TV: le TV Digitali. Questo articolo contiene una breve introduzione e una prima classificazione di quelle che sono le TV digitali. Gli articoli successivi riguarderanno invece argomenti come le modalità di fruizione delle TV digitali, le tecnologie e gli standard (DVB, IP, streaming, P2P, broadcast, multicast, ecc.), le diverse offerte di servizi TV (Video-on-Demand, canali lineari basati su un palinsesto, User Generated Content), la filiera della TV digitale, aspetti riguardanti il mercato delle TV digitali.
La televisione, rispetto a come è stata concepita sino a qualche anno fa, sta evolvendo, per alcuni aspetti, verso qualcosa di profondamente diverso, sia dal punto di vista della modalità di fruizione da parte degli utenti, sia dal punto di vista della tecnologia che ne è alla base e che consente un’offerta più ricca di contenuti e di servizi.
La modalità di fruizione è influenzata da diversi fattori, come il tipo di dispositivi che stanno sempre maggiormente prendendo piede (dispositivi portatili vari, cellulari, PC, console per giochi e così via), e anche dal tempo che lo “spettatore” (termine improprio in alcuni casi) è disposto a spendere davanti a uno stesso schermo, quale che esso sia. A questi fattori si aggiunge poi, in parte come effetto del fattore relativo alle tipologie di dispositivi, la possibilità per l’utente, in modo più marcato in alcuni casi di TV digitale, di poter interagire con il servizio, con la conseguenza che la fruizione ne trae un valore aggiunto non trascurabile.
La più grande trasformazione che sta alla base dell’evoluzione della televisione è la diffusione delle tecnologie digitali, per cui quando si parla di nuove forme di TV si parla essenzialmente di TV digitali, in cui il segnale trasmesso non è più semplicemente un’onda elettromagnetica variabile nel tempo che viaggia nell’etere, come nel caso della TV analogica che è oramai sulla via del tramonto, ma è una serie di impulsi elettrici codificati numericamente come sequenze di ‘0’ e di ‘1’ i quali, opportunamente modulati, possono viaggiare nell’etere, su collegamenti satellitari e a microonde, su cavi in fibra ottica o in rame, e che possono essere generati e decodificati solo da dispositivi digitali.
Le TV digitali, spesso dette piattaforme TV, e altre volte indicate (forse impropriamente) come canali TV, sono essenzialmente di cinque tipi:
- Televisione Digitale Terrestre (DTT, Digital Terrestrial Television)
- Televisione Digitale Satellitare
- IPTV (Internet Protocol Television)
- Web TV
- Mobile TV
La TV Digitale Terrestre è quella finalizzata a sostituire e migliorare il classico servizio di TV analogica presente in Italia dai primi anni ’50 del secolo scorso. La TV Satellitare, presente ormai da vari anni, è stata la prima forma di TV digitale erogata in Italia. La IPTV, molto più diffusa ad esempio in Francia che in Italia, viene distribuita essenzialmente dai grossi operatori di telecomunicazioni attraverso le proprie infrastrutture di rete, mentre la Web TV viene per lo più distribuita tramite la rete Internet anche da piccoli operatori. La Mobile TV è un tipo di TV digitale pensata per essere fruita anche in mobilità ed è erogata principalmente da grandi operatori e da compagnie telefoniche.
La classificazione precedente in realtà può apparire arbitraria, in quanto ad esempio la Web TV viene in alcuni casi indicata come Internet TV (o come Net TV), per sottolineare la rete su cui viene distribuita svincolandola dal servizio più generale attraverso il quale ad oggi viene fruita, ossia il Web appunto, per cui si tratta esclusivamente, in questo caso, di una questione terminologica. Inoltre, spesso si classifica come IPTV anche la Web TV (o Internet TV), cosa che qui tuttavia non verrà fatta (si veda ad esempio ITU-T IPTV Focus Group per una precisa definizione di IPTV).
La classificazione precedente inoltre non tiene conto di un’altra forma di TV, che è quella via cavo (cavo coassiale) poco diffusa in Europa e in Italia, per cui qui non viene presa in considerazione.
In base a questa classificazione è poi difficile collocare fenomeni comunque importanti quali ad esempio Youtube, che rappresenta in sostanza un servizio di condivisione di video che poco ha a che vedere con il concetto di televisione sia dal punto di vista della qualità complessiva, nella maggior parte dei casi scadente, sia dal punto di vista della enorme eterogeneità di contenuti presenti nel servizio.
Alcuni dei cinque tipi di televisione elencati sopra hanno già raggiunto un buon livello di maturazione tecnologica e di penetrazione presso il pubblico, come nel caso della TV satellitare, mentre in altri casi si è in una fase di transizione o di definizione precisa di standard sia tecnologici che di tipo legislativo, oltre che alla ricerca di adeguati modelli di business, per cui un’analisi puntuale di queste diverse tipologie di TV ed un loro confronto non può non tenere conto di questi importanti aspetti.
Riferimenti
- http://www.itu.int/ITU-T/IPTV/
- http://www.osservatori.net/new_tv
- Tommaso Tessarolo, “Net TV”, Apogeo, 2007
Antonio Mancosu
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