Video No Berlusconi Day

Alcuni miei video della manifestazione No B. Day del 5 Dicembre 2009 a Roma:

video No B. Day

No Berlusconi Day: dove, come, quando

Si parte oggi alle 14 da P.zza della Repubblica

Si farà il seguente percorso:

Via delle Terme di Diocleziano
Via Giovanni Amendola
Via Cavour
P.zza Esquilino
Via Liberiana
P.zza Santa Maria Maggiore
Via Merulana
Viale Manzoni
Via Emanuele Filiberto
P.zza San Giovanni

A piazza San Giovanni si inzia con la musica alle 15.30

Alle 16.30 inizio interventi:

Massimo Malerba Portavoce NBD
Ascanio Celestini Attore
Domenico Gallo Magistrato
Ragazzi di Corleone – Terre confiscate dalla mafia
Salvatore Borsellino – Agende Rosse
Liisa Liimatainen – Giornalista finlandese
Alessandro Gilioli – Blogger
Ulderico Pesce – Attore
Dario Fo & Franca Rame
Mustafà Sarr – Immigrazione – White Christmas
Moni Ovadia – Attore, Regista, Musicista
Renato Accorinti – Comitato NO PONTE
Carlo Cosmelli – Docente Fisica – La Sapienza
Margherita Hack – Scienziata astrofisica
Claudia Pellini – Federica D’alessandro Insegnante precaria – Studentessa
Antonio Tabucchi Scrittore – VIDEO
Giorgio Bocca – Giornalista
Josè Saramago – Scrittore (testo letto)

Francesca Fornario – Autrice satirica
Ascanio Celestini – Attore

Dalle 18.30

Inizio concerto con

Roberto Vecchioni
Paola Turci
Tete de bois
Er Piotta

e tanti altri…

fonte: http://www.noberlusconiday.org/?p=2521

No Berlusconi Day

Ecco il percorso del corteo del No B. Day, il 5 Dicembre 2009 a Roma:

PARTENZA
Piazza della Repubblica
Via delle Terme di Diocleziano
Via Giovanni Amendola
Via Cavour
Piazza Esquilino
Via Liberiana
Via Merulana
Viale Manzoni
Via Emanuele Filiberto
ARRIVO
Piazza San Giovanni

Si può trovare la mappa del percorso anche qui.


Libertà di stampa

Manifestazione per la libertà d’informazione il 3 ottobre a Roma, Piazza del Popolo, ore 15.30

Maggiori dettagli sul sito della FNSI.

Un pizzico di orgoglio per la Sardegna

Leggendo questo articolo comparso sul quotidiano L’Unione Sarda del 15 Ottobre 2008 non può non nascere un pizzico di orgoglio in chi lavora ai progetti del Distretto ICT di Sardegna Ricerche.
Per approfondimenti:

Laboratorio TV Collaborativa Multipiattaforma

Laboratorio TV Collaborativa Multipiattaforma

Antonio Mancosu

Spegnimento della TV analogica in Sardegna

Ci scusiamo per l’interruzione.

Le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile. Anzi, mai più.

Questo potrebbe essere il messaggio che spiritosamente qualche tecnico TV potrebbe essere tentato di mandare in onda il 15 Ottobre 2008. Sì, perchè a partire da tale data in Sardegna, prima regione europea ad essere interessata da tale cambiamento, verrà definitivamente spento il segnale televisivo analogico e il segnale ricevibile con le tradizionali antenne domestiche sarà esclusivamente quello digitale terrestre. Si parla di switch-off proprio per indicare lo “spegnimento” del segnale che per più di 50 anni è stato trasmesso sul territorio nazionale con tecnica analogica.

La conseguenza pratica immediata di questo cambiamento, già in fase di sperimentazione da qualche tempo in modo particolare in Sardegna e Valle d’Aosta, è quella di doversi necessariamente dotare di un dispositivo, il Set-top-Box (STB) o decoder per il digitale terrestre (a meno che il televisore non ne possieda uno integrato), in quanto i classici televisori non sono in grado di interpretare il segnale digitale, per cui questo compito deve essere demandato a un altro dispositivo, il decoder appunto.

Lo switch-off sarà effettuato in Sardegna nell’arco di tempo compreso tra il 15 e il 31 Ottobre 2008, secondo il seguente calendario:

  • Dal 15 al 16 Ottobre la zona dell’Ogliastra e del Sarrabus.
  • Dal 17 al 21 Ottobre il cagliaritano, il Sulcis Iglesiente e il Medio Campidano.
  • Dal 21 al 24 Ottobre l’oristanese ed il nuorese.
  • Dal 27 al 31 Ottobre la zona di Sassari e della Gallura.

Non resta che mandare un ideale saluto e un ringraziamento alla TV analogica che è stata, con i suoi pregi e i suoi difetti, un po’ mamma, un po’ maestra, a volte cattiva maestra, compagna, consigliera e attrice con un ruolo da protagonista nel ruolo di coesione sociale e culturale di un Paese (ancora) frammentato come l’Italia, sperando che la TV digitale, anche nelle forme alternative a quella digitale terrestre, sia in grado di adempiere al proprio ruolo in un modo magari diverso ma comunque sempre responsabilmente consapevole della potenziale influenza su modelli e comportamenti dei singoli e della collettività.

Per approfondimenti:

Antonio Mancosu

CreaTiVù a SMAU 2008

CreaTiVù, l’applicazione open source per la creazione partecipativa di programmi TV che è in fase di sviluppo presso il laboratorio “Produzione Collaborativa Programmi TV Multi-Piattaforma” di Sardegna Ricerche, sarà presentata nella versione demo a SMAU 2008, la principale fiera italiana dedicata all’Information & Communication Technology che si terrà a Milano dal 15 al 18 ottobre presso il polo fieristico di Milano City.

CreaTiVù sarà visionabile all’interno dello stand riservato a Sardegna Ricerche, inserito nell’ambito dell’area dedicata ai Percorsi dell’Innovazione e che comprenderà i 9 laboratori tecnologici di Sardegna DistrICT e alcune realtà regionali sarde del settore ICT.

CreaTiVù

CreaTiVù

Per approfondimenti:

Antonio Mancosu

TV Digitali – Prima puntata: Introduzione

Questo è il primo di una piccola serie di articoli che ho deciso di dedicare alle nuove forme di TV: le TV Digitali. Questo articolo contiene una breve introduzione e una prima classificazione di quelle che sono le TV digitali. Gli articoli successivi riguarderanno invece argomenti come le modalità di fruizione delle TV digitali, le tecnologie e gli standard (DVB, IP, streaming, P2P, broadcast, multicast, ecc.), le diverse offerte di servizi TV (Video-on-Demand, canali lineari basati su un palinsesto, User Generated Content), la filiera della TV digitale, aspetti riguardanti il mercato delle TV digitali.

La televisione, rispetto a come è stata concepita sino a qualche anno fa, sta evolvendo, per alcuni aspetti, verso qualcosa di profondamente diverso, sia dal punto di vista della modalità di fruizione da parte degli utenti, sia dal punto di vista della tecnologia che ne è alla base e che consente un’offerta più ricca di contenuti e di servizi.

La modalità di fruizione è influenzata da diversi fattori, come il tipo di dispositivi che stanno sempre maggiormente prendendo piede (dispositivi portatili vari, cellulari, PC, console per giochi e così via), e anche dal tempo che lo “spettatore” (termine improprio in alcuni casi) è disposto a spendere davanti a uno stesso schermo, quale che esso sia. A questi fattori si aggiunge poi, in parte come effetto del fattore relativo alle tipologie di dispositivi, la possibilità per l’utente, in modo più marcato in alcuni casi di TV digitale, di poter interagire con il servizio, con la conseguenza che la fruizione ne trae un valore aggiunto non trascurabile.

La più grande trasformazione che sta alla base dell’evoluzione della televisione è la diffusione delle tecnologie digitali, per cui quando si parla di nuove forme di TV si parla essenzialmente di TV digitali, in cui il segnale trasmesso non è più semplicemente un’onda elettromagnetica variabile nel tempo che viaggia nell’etere, come nel caso della TV analogica che è oramai sulla via del tramonto, ma è una serie di impulsi elettrici codificati numericamente come sequenze di ‘0’ e di ‘1’ i quali, opportunamente modulati, possono viaggiare nell’etere, su collegamenti satellitari e a microonde, su cavi in fibra ottica o in rame, e che possono essere generati e decodificati solo da dispositivi digitali.

Le TV digitali, spesso dette piattaforme TV, e altre volte indicate (forse impropriamente) come canali TV, sono essenzialmente di cinque tipi:

  • Televisione Digitale Terrestre (DTT, Digital Terrestrial Television)
  • Televisione Digitale Satellitare
  • IPTV (Internet Protocol Television)
  • Web TV
  • Mobile TV

La TV Digitale Terrestre è quella finalizzata a sostituire e migliorare il classico servizio di TV analogica presente in Italia dai primi anni ’50 del secolo scorso. La TV Satellitare, presente ormai da vari anni, è stata la prima forma di TV digitale erogata in Italia. La IPTV, molto più diffusa ad esempio in Francia che in Italia, viene distribuita essenzialmente dai grossi operatori di telecomunicazioni attraverso le proprie infrastrutture di rete, mentre la Web TV viene per lo più distribuita tramite la rete Internet anche da piccoli operatori. La Mobile TV è un tipo di TV digitale pensata per essere fruita anche in mobilità ed è erogata principalmente da grandi operatori e da compagnie telefoniche.

La classificazione precedente in realtà può apparire arbitraria, in quanto ad esempio la Web TV viene in alcuni casi indicata come Internet TV (o come Net TV), per sottolineare la rete su cui viene distribuita svincolandola dal servizio più generale attraverso il quale ad oggi viene fruita, ossia il Web appunto, per cui si tratta esclusivamente, in questo caso, di una questione terminologica. Inoltre, spesso si classifica come IPTV anche la Web TV (o Internet TV), cosa che qui tuttavia non verrà fatta (si veda ad esempio ITU-T IPTV Focus Group per una precisa definizione di IPTV).

La classificazione precedente inoltre non tiene conto di un’altra forma di TV, che è quella via cavo (cavo coassiale) poco diffusa in Europa e in Italia, per cui qui non viene presa in considerazione.

In base a questa classificazione è poi difficile collocare fenomeni comunque importanti quali ad esempio Youtube, che rappresenta in sostanza un servizio di condivisione di video che poco ha a che vedere con il concetto di televisione sia dal punto di vista della qualità complessiva, nella maggior parte dei casi scadente, sia dal punto di vista della enorme eterogeneità di contenuti presenti nel servizio.

Alcuni dei cinque tipi di televisione elencati sopra hanno già raggiunto un buon livello di maturazione tecnologica e di penetrazione presso il pubblico, come nel caso della TV satellitare, mentre in altri casi si è in una fase di transizione o di definizione precisa di standard sia tecnologici che di tipo legislativo, oltre che alla ricerca di adeguati modelli di business, per cui un’analisi puntuale di queste diverse tipologie di TV ed un loro confronto non può non tenere conto di questi importanti aspetti.

Riferimenti

  • http://www.itu.int/ITU-T/IPTV/
  • http://www.osservatori.net/new_tv
  • Tommaso Tessarolo, “Net TV”, Apogeo, 2007

Antonio Mancosu

CreaTiVù: un’applicazione per creare programmi TV multi-piattaforma

Sul sito Web di CreaTiVù si può trovare un’anteprima delle caratteristiche dell’applicazione Web CreaTiVù che è in corso di sviluppo presso il Laboratorio “Produzione Collaborativa Programmi TV Multi-Piattaforma” di Sardegna Ricerche (laboratorio a cui collaboro anche io).
L’applicazione è finalizzata alla creazione partecipativa di programmi televisivi destinati a qualsiasi piattaforma distributiva (Digitale Terrestre, IPTV, Mobile TV, Web TV, ecc.) ed è improntata sul modello partecipativo che caratterizza il cosiddetto Web 2.0, in cui i protagonisti sono gli utenti.

Che altro dire: per saperne di più visitate CreaTiVù.

Antonio Mancosu

Valutazione della qualità per Video over IP

Lo scenario futuro delle applicazioni funzionanti in rete sarà sempre più caratterizzato dall’integrazione ed erogazione di servizi video-voce-dati su un’unica infrastruttura di rete, cioè quella che si poggia sull’Internet Protocol. Questo scenario, noto con il nome commerciale di Triple Play, si baserà su servizi e applicazioni multimediali come ad esempio IP Telephony, Video-on-Demand, Streaming, IPTV, Videoconferenza, particolarmente rilevanti in aree applicative quali ad esempio l’E-learning, l’Entertainment, la Telemedicina.

Una tale prospettiva, molto attraente per utenti e operatori delle telecomunicazioni, pone tuttavia alcune problematiche, principalmente derivanti dal fatto che le applicazioni multimediali che coinvolgono voce e video richiedono ingenti risorse in termini di banda e presentano requisiti piuttosto stringenti in termini temporali, essendo dei media time-dependent, quindi particolarmente sensibili a impairments come delay, jitter e packet loss.

Riferendosi alla Internet pubblica, tali problematiche sono particolarmente rilevanti, essendo questa progettata per fornire un servizio di tipo best-effort, che mal si concilia con i requisiti dei flussi multimediali. Ciò si traduce, in assenza di meccanismi di QoS, in un forte impatto sulla qualità dei servizi offerti, per cui si presenta la necessità di valutare l’influenza che il trasporto di flussi multimediali su una rete come Internet ha sulla qualità percepita dall’utente.

Nel caso specifico di servizi video over IP la questione non è banale, in quanto non esistono, allo stato attuale, degli standard consolidati che siano in grado di associare, in tempo reale, ad una data sequenza video con determinate caratteristiche e in una data condizione operativa della rete, un valore di qualità del video.

Esistono molti lavori nella letteratura che risultano utili per inquadrare l’ambito del problema della valutazione della qualità video. Quella che segue è una breve rassegna di alcuni di questi lavori, con i punti salienti che li caratterizzano.

Come è spiegato in [9], la qualità di una sequenza video digitale può essere influenzata principalmente dall’algoritmo di codifica utilizzato e dagli errori derivanti dalla trasmissione su una rete a commutazione di pacchetto. Si illustra inoltre l’importanza di avere a disposizione delle metriche oggettive che permettano di non affidarsi ai dispendiosi e lunghi metodi soggettivi. Vengono anche presentate le metriche oggettive tradizionali come la metrica peak-signal-to-noise-ratio (PSNR) e altre metriche sviluppate negli ultimi anni.

I metodi per la misura della qualità video ricadono in tre categorie [8]: metodi Full-Reference (FR), che richiedono l’accesso alla sequenza video originale e a quella alterata dalla trasmissione; metodi Reduced-Reference (RR) simili ai metodi FR, ma che richiedono un minor numero di parametri; metodi No-Reference (NR) che non necessitano di accedere al video originale.

In [10] si spiega come il numero di fattori da prendere in considerazione per una stima in tempo reale della qualità video sia troppo alto per poter essere applicato alla totalità dei casi, e come anche la natura della scena debba essere presa in considerazione.

La Raccomandazione ITU-T J.144 [11] è uno standard che fornisce delle linee guida per la valutazione oggettiva, tramite tecniche FR, di sequenze video in applicazioni one-way; questo standard è utile in particolare per stabilire il grado di corrispondenza tra misure oggettive e misure soggettive.

Lo standard ITU-T J.148 [12] illustra invece i requisiti che dovrebbe avere un modello per la valutazione oggettiva della qualità di un servizio multimediale, con particolare attenzione ai servizi a banda stretta.

Di seguito si presenta una breve rassegna dei lavori che propongono delle tecniche per la valutazione della qualità video nel caso di trasmissione su una rete.

[1] fornisce le informazioni per analizzare gli impairments di rete che affliggono applicazioni come streaming video o voice over IP, senza tenere conto delle tecniche di codifica, rilevanti nel caso del video. Si basa su due componenti: il Delay Factor (DF) e il Media Loss Rate (MLR).

Un metodo per la valutazione oggettiva della qualità video è presentato in [2], in cui ci si basa su tre parametri: edge distortion, spurious edges, motion distortion. Questo metodo non fa riferimento a impairments di rete.

L’impatto congiunto del bit-rate di codifica e del packet loss sulla qualità video è studiato in [3], ma limitatamente al caso di sequenze video codificate in MPEG-2. Il risultato è una formula la quale dice che esiste un bit-rate ottimale, che dipende dal tipo di scena video, a cui la qualità presenta un valore massimo.

[4] propone un framework capace di stimare, lato server, la qualità disponibile all’utente basandosi su dati come packet loss rate (PLR) medio e strategia di error concealment al decoder. La tecnica si basa sulla stima della distorsione mean-squared-error (MSE) tra sequenza originale e sequenza decompressa, e l’approccio è in termini di variabili random. Questa tecnica non può utilizzare il codec video MPEG-4 AVC/H.264 per motivi legati all’interpretazione numerica dei risultati.

Un’altra tecnica per il monitoraggio in tempo reale della qualità video su reti IP è presentata in [5], in cui si introduce un modello loss-distortion che tiene conto dell’impatto del codec, della pacchettizzazione e delle caratteristiche del video (ad esempio scene con grande movimento). La difficoltà derivante dal fatto di dover considerare le caratteristiche del contenuto della scena viene aggirata introducendo una metrica di qualità “relativa”, che consente di ottenere una stima della qualità senza dover decodificare la sequenza video. Questo approccio assume che siano già disponibili stime accurate di alcune quantità.

In [6] si introduce un modello che tiene conto di vari fattori che influiscono sulla qualità video, come bit-rate, frame-rate, rapporto tra macroblocchi INTRA/INTER, packet loss rate, burst loss. Il modello si basa sulle Reti Neurali Artificiali (ANN), usate per creare un mapping non lineare tra misure oggettive e soggettive di qualità video. La complessità della tecnica è accresciuta dal fatto di doversi affidare a dei test soggettivi.

Un lavoro specifico sul video streaming è [7], che si limita tuttavia al caso di un formato video proprietario. Si sviluppano delle tecniche per estrarre le informazioni sulla qualità del video dai pacchetti osservati, considerando il payload ai livelli network, transport e application. Gli impairments considerati come aventi influsso sulla qualità video sono quelli legati al rate adaptation e alla gestione del playout buffer.

Un altro lavoro che si limita a sequenze MPEG-2 è [8], in cui si utilizzano metodi NR per valutare l’impatto del packet loss sulla qualità. I metodi utilizzati servono a stimare il MSE dovuto al packet loss e sono: FullParse, QuickParse, NoParse.

Come si può notare da questa breve rassegna, i metodi elencati si distinguono principalmente in base a numero e tipo di parametri considerati, e al campo di applicabilità.

Riferimenti

[1] RFC 4445: A Proposed Media Delivery Index, http://www.rfc-archive.org/getrfc.php?rfc=4445

[2] J. Okamoto, T. Hayashi, A. Takahashi, and T. Kurita, “An objective quality assessment method for arbitrary video streams”, Proc. PCS2004, Dec. 2004

[3] O. Verscheure, P. Frossard, , M. Hamdi, User-Oriented QoS Analysis in MPEG-2 Video Delivery, RealTimeImg(8 ), No. 5, October 1999, pp. 305-314

[4] M. Fumagalli R. Lancini S. Tubaro, Video Quality Assessment from the Perspective of a Network Service Provider, IEEE 8th Workshop onMultimedia Signal Processing, 2006

[5] S. Tao, J. Apostolopoulos, R. Guérin, Real-Time Monitoring of Video Quality in IP Networks, NOSSDAV’05, June 13–14, 2005, Stevenson, Washington, USA

[6] S. Mohamed, G. Rubino, H. Afifi, F. Cervantes, Real-Time Video Quality Assessment in Packet Networks: A Neural Network Model,

[7] A. Reibman, S. Sen, J. Van der Merwe, Video Quality Estimation for Internet Streaming, WWW 2005, May 10.14, 2005, Chiba, Japan.

[8] A. R. Reibman, V. Vaishampayan, and Y. Sermadevi. Quality monitoring of video over a packet network, IEEE Trans. Multimedia, April 2004

[9] Stefan Winkler, Digital Video Quality, John Wiley & Sons, 2005

[10] S. A. Mohamed, Evaluation automatique de la qualité des flux multimédias en temps reel: une approche par réseaux de neurones, http://www.irisa.fr/armor/lesmembres/Mohamed/Thesis/node10.html

[11] ITU-T Rec. J.144, Objective Perceptual Video Quality Measurement Techniques for Digital Cable Television in the Presence of a Full Reference, May 2004

[12] ITU-T Rec. J.148: Requirements for an objective perceptual multimedia quality model, May 2003

Antonio Mancosu